“Amate Sponde” di Egidio Eronico al cinema dal 14 marzo

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Arriva al cinema il 14 marzo per la Giornata nazionale del paesaggio, con Luce Cinecittà, Amate sponde, un film patrocinato dal Ministero dell?Ambiente e della Sicurezza Energetica, assolutamente meritevole di visione e attenzione, e che dopo l?anteprima alla Festa del cinema di Roma e il passaggio al Torino Film Festival è stato presentato alla stampa dal regista Egidio Eronico, coi produttori Alessandro Carròli and Leonardo Baraldi, insieme a Marina Baldi, climatologa e ricercatrice del CNR. Amate sponde non è un documentario qualsiasi, con immagini, musica e interviste, ma è un?opera altamente cinematografica, che ci mostra l?Italia, da Nord a Sud, isole comprese, dall?alto dello spazio alla terra e al mare, come non l?abbiamo mai vista.

Il titolo viene da un verso della celebre ode di Monti, “Bella Italia, amate sponde, pur vi torno a riveder”. Per Eronico e per i suoi coraggiosi produttori, è stato un lavoro lungo per andare in profondità con una road map precisa. “Si può pensare che un film senza dialoghi non abbia bisogno di una scrittura – riflette il regista, già autore di film come Stesso sangue and My Father – invece Amate sponde è un atto d’amore verso il cinema degli anni ?20, che era già al massimo della sua potenza espressiva, senza parole ma non per questo muto”. Con una sceneggiatura di 240 pagine fatta di immagini, grafici, dati, statistiche e note, l’opera vuole “raccontare il nostro paese nella sua attuale fisionomia, sapendo che abbiamo una civiltà millenaria. Siamo capaci di cose incredibili, nella ricerca scientifica e tecnologica, con contraddizioni vistose e anche pericolose, siamo un paese diviso tra miseria e grandezza oltre che tra Nord e Sud”

Con la fotografia in 4K Ultra HD di Sara Purgatorio e le musiche di Vittorio Cosma, il film ha una qualità spettacolare che lascia senza fiato. “Volevo che avesse l’impostazione di una suite inglese di Bach – spiega ancora Eronico – con Vittorio Cosma ci siamo incontrati e abbiamo pensato una musica che non fosse semplicemente un accompagnamento ma che avesse un peso specifico nella drammaturgia del film in una doppia veste: acustica ed elettronica”. E poi ci sono suoni e voci che emergono dalla presa diretta di Roberto Cois, Giorgio Ghisleni, Davide Santoiemma, Davide Tarantelli.

Realizzato in circa quattro anni, anche durante la pandemia, Amate sponde esprime al meglio la formazione di architetto di Egidio Eronico. “È vero, dentro ci sono le mie passioni da architetto, ma non solo. Come ebbe a dire Fellini ‘il cinema italiano non sa raccontare il proprio paese così come fa il cinema americano’. Io volevo mostrare i luoghi che ci caratterizzano dal punto di vista geofisico”. Uno dei temi, poi, è il rischio sismico. “Ogni 20/25 anni siamo soggetti a un terremoto serio, e, ciononostante, continuiamo a costruire in zone ad alto rischio come i Campi Flegrei che ho visitato insieme alle Dolomiti, all’Etna, ai Vulcanelli di Agrigento”. Interviene ancora Marina Baldi: “La cementificazione sta andando avanti ma c?è anche una presa di coscienza da parte di tutti. Nella Costituzione abbiamo un paragrafo dedicato alla tutela del paesaggio”.

Amate sponde è una produzione EiE Film, Schicchera Production, Sky in coproduzione con Luce Cinecittà con produttori associati DBW Communication, in media partnership con CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, Legambiente e IIT Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, con l?adesione di ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, WWF Italia, Società Geografica Italiana e INAF Istituto Nazionale di Astrofisica e con il sostegno delle Film Commission di Piemonte, Trentino, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia.

Il documentario è stato realizzato anche grazie al sostegno della Regione del Veneto concesso nell’ambito dell’Azione 3.3.2 del POR FESR 2014-2020 a favore della produzione cinematografica.

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