Le storie che saremo debutta al Festival Archivio Aperto

Il film collettivo prodotto da Ginko Film, sarà presentato venerdì 13 novembre su mymovies.it nella sezione dedicata a film italiani contemporanei che fanno ampio uso di archivi privati.

Il film sarà disponibile a questo link registrandosi gratuitamente.

https://www.mymovies.it/ondemand/archivio-aperto/movie/le-storie-che-saremo/

 

Le storie che saremo (Italia 2020, 22′) debutta alla XIII edizione di Archivio Aperto, la rassegna annuale dedicata alla riscoperta del patrimonio cinematografico privato e inedito, che quest’anno si svolge per la prima volta online. Il film collettivo prodotto da Ginko Film, casa di produzione veneziana, e curato da Marco Zuin, sarà presentato venerdì 13 novembre 2020 alle ore 18 su mymovies.it dove sarà disponibile gratuitamente on-demand fino al 6 dicembre.

 

Proposta nella sezione Recycled cinema, l’opera unisce 6 film brevi realizzati da Daniele Atzeni, Marco Bertozzi, Claudio Casazza, Giulia Cosentino, Irene Dionisio, Martina Melilli e Matteo Zadra che nell’isolamento causato dal Covid-19, interrogano un fragile presente attraverso il passato, per immaginare il mondo come sarà.

Lo fanno non realizzando nuove immagini, ma lavorando a partire da materiali già esistenti provenienti da 6 sei archivi dei film di famiglia: 8mmezzo (Livorno), Cinescatti/Lab80 (Bergamo), Home Movies-Archivio nazionale del film di famiglia (Bologna), Paesaggi di famiglia (Cagliari), RI-PRESE (Venezia) e Superottimisti (Torino).

 

Le storie che saremo esplicita il potenziale del cinema documentario, vicino al mondo ma lontano dall’attualità. Una selezione di film di famiglia in pellicola 8mm, super8, 16mm video8, girati per immortalare quello che più è mancato nel periodo di lontananza forzata, scene intime familiari come battesimi, matrimoni, feste di compleanno, ma anche viaggi o eventi, città e paesaggi.

Autori ed archivi parleranno del progetto insieme in un incontro dal titolo Lavorare con gli archivi in tempi di pandemia sabato 14 novembre ore 18 su Facebook live

 

Il documentario si apre con il film Mondo nuovo: nei giorni di quarantena Irene Dionisio avvia un dialogo immaginario tra lei e un inconscio collettivo: quando il mondo tornerà “oggetto” – e non solo di consumo – del nostro sguardo? Con MA-MA, Daniele Atzeni immagina un futuro imprecisato o in un futuribile passato, in cui un’intelligenza artificiale scruta un territorio desolato alla ricerca di qualche presenza umana. Una voce macina parole, i suoi sguardi frullano ricordi di una infanzia balneare, passato e presente fusi in un inatteso anacronismo nel lavoro di Marco Bertozzi Mi sono svegliato. Claudio Casazza in Vite che non sono la mia propone un racconto personale su come il ricordo diventa sogno: perdersi in un passato, seppure originato da una proiezione, può permetterci di lasciar andare un pezzo di presente? Martina Melilli e Matteo Zadra si interrogano sul senso della vicinanza e delle relazioni umane nel loro Assembramento, il racconto di un nonno raccoglie intorno a sé nipoti e parenti. Immaginando il suono di quella voce,

Suoni, immagini e parole si inseguono in un eterno ritorno, frammentando il tempo presente per collidere in una memoria che è già futuro per Giulia Cosentino nel suo Perché scappi?

 

«In un tempo in cui assistiamo a una sovraesposizione di immagini prodotte nel presente, Le storie che saremo capovolge l’assioma e chiede di dare un nuovo messaggio artistico a partire da materiali amatoriali esistenti, per ritrovare nei riti comunitari una memoria collettiva – afferma il curatore del progetto Marco Zuin – il ricordo è una delle poche cose che non ci possono essere precluse, dobbiamo partire da qui per scrivere una nuova storia».

 

«Il percorso di lavoro nasce a marzo, in piena quarantena, in poche settimane siamo riusciti a coinvolgere gli autori e gli archivi e siamo orgogliosi che questo progetto sia stato accolto con entusiasmo da tutti dimostrando la necessità di creare qualcosa di collettivo in un momento come

questo che porta all’isolamento – dichiara la produttrice Chiara Andrich – ogni autore ha realizzato un corto, ognuno con la propria poetica, che poi è confluito in un’opera corale formata da 6 episodi, a costituire una pluralità di sguardi, memorie e speranze».

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